Gli animali esotici

La normativa vigente definisce come animali esotici: tutte le specie di mammiferi, uccelli e rettili facenti parte della fauna selvatica esotica, viventi stabilmente o temporaneamente in stato di naturale libertà nei territori dei Paesi di origine e dei quali non esistono popolazioni sul territorio nazionale.

La detenzione di specie esotiche deve essere ponderata e valutata in tutte le sue possibili implicazioni. Essa comporta problematiche ben diverse rispetto a quelle che si possono avere con gli animali domestici.

Gli esotici necessitano di cure particolarmente attente per quanto riguarda:

  • l’ambiente che deve avere precise caratteristiche di temperatura, luce, umidità, forma e dimensione;
  • l’alimentazione e la gestione che sono specifiche e differenti tra una specie e l’altra (anche affini);
  • Inoltre sono da considerare il rapido accrescimento, la longevità di alcune specie (ad esempio tartarughe, pappagalli) e la scarsa, o difficilmente interpretabile, interazione con l’uomo. Infatti gli animali esotici, in genere, hanno un “linguaggio” meno immediato rispetto ai domestici, per cui perfino situazioni di estremo disagio sono di difficile interpretazione.

 

Si ricorda il divieto di detenzione di animali che costituiscono pericolo per la salute e l’incolumità pubblica.

Autorizzazione alla detenzione

I possessori di animali esotici sono tenuti a compilare la domanda di autorizzazione alla detenzione da parte del Sindaco del Comune in cui intendono detenerli e consegnarla al Servizio Veterinario della Asl territorialmente competente per il relativo inoltro.

La domanda deve essere:

  • corredata dalle certificazioni e dagli atti che consentano la identificazione degli animali e ne dimostrino la legittima provenienza.
  • presentata dal possessore entro 8 giorni dal momento in cui ha avuto inizio la detenzione o dalla nascita dell’animale in stato di cattività.

 

Occorre inoltre denunciare, entro otto giorni, la morte o l’alienazione per qualsiasi causa degli animali detenuti.

 

Convenzione Cites

Nell’anno 1997 è entrata in vigore la convenzione CITES che regolamenta il commercio internazionale delle specie di flora e fauna selvatiche minacciate di estinzione. La CITES distingue le specie tutelate in base al grado di pericolo di estinzione e le suddivide in tre elenchi (Appendici allegate al testo della Convenzione):

  • appendice I: specie minacciate di estinzione (pappagalli, rapaci,coccodrilli ecc.)
  • appendice II: specie che pur non essendo minacciate di estinzione potrebbero esserlo in futuro se il loro commercio non fosse sottoposto ad una stretta regolamentazione
  • appendice III: specie di cui il commercio è regolamentato su richiesta dei singoli Stati che intendono tutelare quella specie

 

La Commissione scientifica Cites:

  • fornisce pareri su tutte le richieste di importazione ed esportazione da e per l’Italia di esemplari di specie elencate nelle Appendici CITES e nei Regolamenti Comunitari;
  • inoltra l’autorizzazione all’emissione di certificati di nascita in cattività per permettere l’eventuale commercializzazione o cessione della prole nata da specie incluse nell’allegato A del Reg. 338/97, detenuti regolarmente e non attualmente commerciabili;
  • verifica l’adeguatezza delle strutture atte ad alloggiare e mantenere stabilmente esemplari vivi delle specie contenute nell’Appendice I della Convenzione ed allegato A del Reg. CE;
  • raccoglie ed analizza le informazioni sullo stato biologico delle specie nel loro paese d’origine;
  • esamina le proposte di emendamento delle Appendici CITES presentate alla Conferenza delle parti;
  • controlla lo stato in natura delle specie appartenenti alla fauna italiana ed i dati relativi all’esportazione allo scopo di raccomandare opportune misure.

(cit.S.Papalia “Protezione degli animali”)

Per informazioni sulle specie comprese nelle appendici, che cambiano nel tempo, consultare il sito: www.cites.org

SOTTOCARTELLE:

 

IL FURETTO

 

Il furetto (Mustela putorius furo) è un carnivoro appartenente alla famiglia dei Mustelidi e deriva dall’addomesticamento della puzzola (Mustela putorius) avvenuto in Europa più di 2000 anni fa. Risulta essere un affettuoso e curioso animale da compagnia. Può vivere in compagnia di cani e gatti mentre è assolutamente da escludere la convivenza con conigli, roditori e uccelli da compagnia per la sua indole da cacciatore! Il furetto non ama la solitudine, ha bisogno di continue interazioni con il proprietario, di giocare e passare regolarmente del tempo in attività che lo impegnino fuori dalla gabbia. La gabbia del furetto deve essere a prova di fuga, robusta e facilmente lavabile, di dimensioni minime di 1,5 m per 0,5 m per 0,5 m. Nella gabbia, che può svilupparsi anche verticalmente, devono essere presenti: una tana per nascondersi, una vaschetta per le deiezioni, un abbeveratoio a goccia e un dispenser di cibo sempre disponibile in quanto il furetto fa pasti piccoli e frequenti. La gabbia può essere posizionata all’esterno: questi animali non soffrono il freddo ma sono molto sensibili alle alte temperature. Anche l’alimentazione richiede particolari attenzioni, il furetto è un carnivoro stretto e come tale si nutre di proteine animali di alta qualità ( 26-36% di proteine, 15-30% di grassi e 22-33% di carboidrati a seconda dell’età e dello stato fisiologico). Da evitare sono dolciumi e zuccheri , latte, ossa, alimenti ricchi di carboidrati, cibi per animali di qualità scadente.

I furetti che non si vuole far riprodurre, sia maschi che femmine, è bene che siano sterilizzati in quanto il maschio intero risulta essere più aggressivo e la femmina intera va spesso incontro a gravi patologie tra le quali il più grave è l’iperestrogenismo, causa di un calore prolungato che la debilita e provoca anemia ed emorragie e può esitare nella morte dell’animale. Non è necessario togliere le ghiandole anali ai furetti per far si che non emanino cattivo odore, ma è invece consigliata la sterilizzazione.

Le vaccinazioni importanti sono per il cimurro canino, al quale i furetti sono estremamente sensibili ( mortalità del 100%) con prima vaccinazione intorno alle 6 settimane di età e la rabbia se si vuol far viaggiare il furetto all’estero o in Sardegna.

( Cit. Gabrish-Zwart- medicina e chirurgia dei nuovi animali da compagnia; Lutz Bartuskek- hurones)