Animali in viaggio

Oltre ad essere un piacere, spesso portare con sé il proprio animale in viaggio è una necessità; ma è necessario rispettare le regole che sono previste dalla normativa in materia.

Viaggiare dall’Italia verso Paesi UE (Unione Europea)

I cani, i gatti e i furetti che viaggiano al seguito dei proprietari o responsabili verso uno Stato membro dell’Unione Europea devono essere muniti del passaporto comunitario individuato dalla decisione 2003\803\CE della Commissione del 26 novembre 2003, e identificati tramite un tatuaggio chiaramente leggibile o un microchip in relazione a quanto previsto al riguardo dalla normativa nazionale del Paese membro di destinazione.

Passaporto

Come si ottiene:

I proprietari di cani, gatti e furetti che intendono portare i propri animali all’estero devono recarsi presso il Servizio Veterinario dell’ASL di residenza per richiedere il rilascio del “passaporto” per animali da compagnia. Ci si deve munire previamente del bollettino di euro 19 sul c.c. della ASL di residenza con causale: rilascio passaporto. Generalmente, se non sono richiesti requisiti particolari, il rilascio avviene immediatamente.

Requisiti

  • Il cane deve essere identificato con tatuaggio leggibile o microchip e registrato nell’Anagrafe canina regionale (è quindi necessario esibire il certificato di identificazione redatto dal medico veterinario che ha eseguito l’identificazione) ed essere in regola con la vaccinazione antirabbica.
  • Il gatto o il furetto deve essere identificato con microchip (il microchip è obbligatorio a partire dal 2011; se il cane è nato dopo il 1° gennaio 2005 è d’obbligo l’inserimento del microchip, altrimenti è sufficiente il tatuaggio, ma solo se leggibile); ed essere in regola con la vaccinazione antirabbica.

Quanto costa:

  • Il passaporto: € 19
  • La visita clinica: a seconda del libero professionista che esegue la prestazione

 

Viaggio verso Gran Bretagna, Svezia, Irlanda, Malta e Finlandia e Paesi “rabies free”

Gli animali che entrano in Gran Bretagna, Svezia, Irlanda e Malta devono essere identificati esclusivamente tramite un microchip. L’animale deve essere stato sottoposto, da parte del veterinario libero professionista di fiducia:

  1. alla vaccinazione nei confronti della rabbia
  2. al prelievo di sangue per l’esecuzione, presso un Laboratorio riconosciuto dalla Commissione europea, di un esame per la ricerca degli anticorpi neutralizzanti nei confronti del virus della rabbia, con esito favorevole ( titolo pari o superiore a 0,5 UI/ml ). L’esame deve essere eseguito dopo almeno 30 giorni dalla vaccinazione e almeno 6 mesi prima della movimentazione verso il Regno Unito, Irlanda e Malta; 120 giorni dopo la vaccinazione per l’introduzione in Svezia. Questo esame non va ripetuto per gli animali che successivamente risultano regolarmente rivaccinati secondo il protocollo di vaccinazione prescritto dal laboratorio di fabbricazione però è necessario che tali animali restino sempre in regola con la ripetizione annuale del vaccino per la rabbia.
  3. ad un trattamento profilattico nei confronti delle zecche e dell’echinococco secondo le modalità individuate dalle rispettive norme nazionali dei Paesi di destinazione (massimo 24-48 ore prima della partenza per la Gran Bretagna, 10 giorni prima per la Svezia).

 

Dall’Italia verso Paesi non UE

Per i viaggi in paesi non UE le condizioni variano a seconda dello Stato. Il passaporto può essere integrato o sostituito da apposite certificazioni sanitarie richieste dallo Stato di destinazione (legalizzazione, visita clinica ecc.). Gli interessati devono contattare le rispettive rappresentanze diplomatiche e le ditte (compagnie aeree, trasportatori ecc.) che si occuperanno del viaggio con conveniente anticipo. Per alcuni Paesi, particolari protocolli di accordi sanitari e fattori di rischio limitati prevedono la semplice vaccinazione, per altri sarà necessaria anche la titolazione.

 

Rientro in Italia dopo aver soggiornato in un Paese non UE

I cani, i gatti e i furetti che tornano da un Paese identificato a rischio endemico di rabbia (l’elenco, in continuo aggiornamento è presente nei Regolamenti di modifica del Regolamento CE n. 590/2006) possono rientrare in Italia solo se dotati di un test sanitario (titolazione di anticorpi neutralizzanti la rabbia) effettuato almeno 30 giorni dopo la vaccinazione e tre mesi prima dello spostamento

Si consiglia ai proprietari di far eseguire l’esame in Italia prima della partenza, altrimenti, se viene fatto nel Paese di destinazione, devono passare almeno 3 mesi prima di poter rientrare in Italia oltre all’eventualità non remota di non trovare nel Paese in cui si ha soggiornato un laboratorio riconosciuto dall’ Italia.